Smart working a regime

Con la fine del mese di aprile termina il regime eccezionale di lavoro agile derivane dal periodo pandemico. Il 31 marzo 2024, infatti, è scaduta l’ultima proroga per genitori di figli sotto i 14 anni e lavoratori fragili nel settore privato. Si torna, quindi, alle regole ordinarie (Legge 81/2017) che richiedono un accordo tra le parti.

Peraltro la norma in questione assegna priorità di accesso allo smart working alle richieste formulate dalle lavoratrici e dai lavoratori con figli fino a dodici anni di età, o senza alcun limite di età nel caso di figli in condizioni di disabilità, ai lavoratori con disabilità in situazione di gravità accertata (art. 18 comma 3bis) e dai lavoratori anziani (over 65) secondo quanto previsto dall’art. 5 del D.Lgs. 29/2024.

Non si tratta di diritto, ma di priorità nel caso in cui l’azienda introduca il lavoro agile in azienda (tramite regolamento interno e/o accordo sindacale e accordi individuali). Teoricamente, quindi, non vi è un obbligo assoluto di concedere il lavoro agile ai lavoratori rientranti nelle predette categorie. Occorre, tuttavia, fare attenzione ad eventuali conseguenze indirette derivanti dall’eventuale rifiuto di attivare lo smart working che possano avere impatto su processi e certificazioni (es. la certificazione della parità di genere e l’accesso a bonus contributivi o bandi nazionali) o su trattamenti che possano essere considerati ingiustificati (con responsabilità risarcitoria) o discriminatori.